Sinossi: perché è importante e come si scrive

Articolo uscito su Quasicultura.

È stata dura, ma ce l’hai fatta: dopo innumerevoli riscritture il tuo romanzo è pronto per essere proposto a una casa editrice o a un’agenzia letteraria. Pensi che il peggio sia passato? Be’, in un certo senso sì, però manca un tassello fondamentale: redigere la sinossi.
Con questo post cercherò di spiegarti a cosa serve la sinossi e come va scritta, rispondendo alle potenziali obiezioni che potrebbe avanzare un aspirante scrittore.

L’IMPORTANZA DELLA SINOSSI
La sinossi è importante per diversi motivi. Mettiti comodo e fatti una camomilla. Anzi, un bel whisky. Doppio.
Cominciamo con una massima improbabile: il redattore non è Dracula.

– Che cavolo c’entra Dracula?

Voglio dire che non è immortale, quindi non ha tempo di leggere tutto il materiale ricevuto. Di conseguenza, potrebbe scegliere quale manoscritto vale la pena di valutare in base alla sinossi.

– Ma come, io ho scritto trecento pagine e ‘sto st***zo legge solo la sinossi?

Fattene una ragione! Attraverso la sinossi, il redattore capirà subito:

  1. se padroneggi la grammatica a dovere e quali sono i vizi più evidenti della tua prosa;
  2. se il genere che hai scritto è adatto alla casa editrice;
  3. se sei in grado di scrivere una sinossi.

– Cosa intendi per “essere in grado di scrivere una sinossi”?

Gli autori che contattano da anni editori e agenti sanno cos’è una sinossi. Dare prova di avere piena coscienza delle informazioni che una sinossi deve contenere è un ottimo segnale: i professionisti dell’editoria sono alla ricerca di scrittori che studiano, si informano e leggono.

Concludendo, potrei sintetizzare così:
La sinossi è il biglietto da visita del tuo romanzo. 

REDIGERE LA SINOSSI

1. Contenuti
La sinossi è una “esposizione sintetica e schematica di una materia, di una disciplina, di una scienza, di un periodo storico o letterario, ecc., fatta in modo che i dati si possano facilmente e rapidamente trovare o confrontare tra loro”. (dal Vocabolario Treccani)
  • Trama. Com’è chiaro dalla definizione, la sinossi è un riassunto senza orpelli della trama del tuo romanzo. (Se si tratta di una raccolta di racconti, cerca di sintetizzare gli argomenti principali.)– Il finale ce lo devo scrivere? 

    Sì.

    – Ma gli rovino la sorpresa!

    Il redattore è generalmente un soggetto ansioso e non vuole sorprese.

    – La smetti di dire boiate?

    Ok, ok. Ti spiego tutto: il redattore ha bisogno di conoscere la trama per intero: il finale di una storia è molto importante, non credi? La sinossi serve per inquadrare l’opera nel complesso e facilitare la lettura.

  • Personaggi. Non dimenticare di descrivere i personaggi fondamentali. Cosa li caratterizza? Qual è il loro scopo nella storia? In che modo possono emozionare il lettore?
  • Argomenti e temi trattati. Spiega cosa volevi dire col tuo libro in un breve paragrafo. 
    Esempio: la tua storia è un veicolo per parlare della civiltà contadina siciliana che resiste alla globalizzazione? Mettilo in chiaro!
  • Stile e tipo di narratore. Narri in prima persona o in terza? È una fabula o un intreccio? Ci sono flashback? Hai usato il presente o il passato remoto?
  • Elemento esotico dell’opera. Come ci spiega Franco Forte nell’ebook “Agenzie Letterarie. Quali sono, come operano, come contattarle” (ed. Delos Digital), l’autore dovrebbe comunicare qual è l’aspetto che rende il libro unico, diverso dagli altri, e quindi degno di essere pubblicato. Ve lo spiego in termini pratici. Di recente ho letto un noir, L’unico figlio di Anne Holt. Sono stati scritti migliaia di gialli, eppure questo romanzo ha fatto parlare a lungo di sé. Il suo successo è dovuto agli elementi esotici, il primo dei quali è un personaggio: un bambino terribilmente obeso, cattivissimo, con atteggiamenti da adulto. Davvero inquietante! E difficile da dimenticare.
2. Informazioni tecniche
  • Lunghezza. Variabile, generalmente due cartelle (cioè 3.600 caratteri spazi inclusi).– Seriamente? Tutta la roba che hai elencato sopra deve entrare in due paginette?

    Sì. Per questo scrivere la sinossi è una missione complicata. La capacità di sintesi testimonia la lucidità nei confronti del proprio romanzo.

  • Stile della sinossi. Sii conciso ed evita di autoelogiarti. L’elogio te lo farà l’agente o l’editore se avrai scritto una sinossi chiara e priva di sensazionalismi. Quindi non usare formule come “la sensazionale storia di…”, “un libro da leggere e rileggere”, ecc.
  • Suggerisci più titoli.– Perché?

    Fallo e basta!

Non mi resta che augurarti un grande in bocca al lupo.
Ci vediamo in libreria!

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